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Buone regole per preparare un biberon di latte in polvere

by Emanuela
preparazione del latte in polvere per neonati

Esistono alcune semplici ma fondamentali regole per la somministrazione e la preparazione del latte in polvere per neonati, anche se la maggioranza delle case produttrici di latte artificiale sembrano ignorarle. In breve, quello che ogni genitore dovrebbe sapere. 

Ho già parlato dell’importanza dell’allattamento al seno esclusivo, promuovendola e sostenendola, ma la scelta dell’allattamento con latte in polvere non deve essere criticata né stigmatizzata. Spesso però, se per l’allattamento materno si trovano tanti consigli, consulenti specializzate, informazioni dagli operatori sanitari, per l’allattamento con latte in polvere c’è una sorta di tabù.

Per questo ho deciso di dedicare un articolo ai genitori che usano il formula per suggerire  alcune regole per la corretta preparazione del latte in polvere, al solo scopo di dare informazioni,  anche alla luce di alcune recenti notizie di sicurezza alimentare che sollevano questa questione (caso di contaminazione da salmonella nei prodotti Lactis).


Nessun allarmismo, solo buon senso: le indicazioni dell’OMS per la preparazione del latte in polvere per neonati

Per minimizzare i rischi per la salute dei neonati, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato nel 2007 le Linee Guida per la preparazione e la somministrazione di latte artificiale in polvere.

Il documento dà precise indicazioni per la corretta somministrazione e preparazione del latte in polvere per neonati, in modo da minimizzare i rischi derivanti da contaminazioni intrinseche e contaminazioni estrinseche. L’OMS dispone anche che sulla confezione dei latti in polvere compaia la dicitura:“PRODOTTO-NON-STERILE”.

Preparazione del latte in polvere – Contaminazione intrinseca: Enterobacter Sakazakii e Salmonella 

La contaminazione da questi due batteri, potenzialmente molto pericolosi per i neonati specie se immunodepressi, è una contaminazione intrinseca, cioè avviene durante il processo produttivo. Per quanti accorgimenti si prendano, è impossibile da eliminare con le attuali tecniche di produzione. Questo significa che perfino se ancora siglillata, la confezione di latte in polvere non è sterile.

E’ possibile però prestare attenzione alla preparazione del latte in polvere per neonati per ridurre la presenza di questi pericolosi batteri. 

La contaminazione intrinseca non è un problema soltanto teorico; è stato infatti osservato che il problema riguarda una percentuale delle confezioni di latte in polvere che varia dal 3 al 14%, indipendentemente dalle marche utilizzate. Non è detto, ovviamente, che tutti i neonati esposti alla contaminazione contraggano una patologia, ma il rischio, considerando che stiamo parlando di soggetti le cui difese immunitarie non sono ancora del tutto sviluppate, non è comunque da sottovalutare.

preparazione latte in polvere neonati - contaminazione salmonella2018 -L’ultimo caso: ritirati 12 milioni di confezioni di latte in polvere del colosso francese Lactis, per contaminazione da salmonella

Prima che pensiate a una fake news, vi dico che è una notizia assolutamente reale. In Italia il latte in polvere confezionato nello stabilimento francese di Creon dalla Lactalis non è stato distribuito. Questo è quanto emerge anche dalla scheda del RASFF diffusa da Bruxelles ed è anche quanto riferito in una nota del nostro Ministero della Salute dal titolo Lactalis, al momento nessun lotto contaminato in Italia (gennaio 2018). Per questo motivo da noi non è stata diramata l’allerta come è successo negli altri 83 Paesi dove si è proceduto al ritiro del prodotto dagli scaffali.

Preparazione del latte in polvere – Contaminazione estrinseca 

Il latte in polvere per neonati si può contaminare con altri patogeni anche e soprattutto nelle fasi successive al processo produttivo, una volta aperta la confezione, tramite la cosiddetta contaminazione estrinseca. Mani non perfettamente pulite di chi prepara il latte, utensili (misurino, coltello) che anche se puliti vengono a contatto con superfici contaminate, biberon e tettarelle non sterili. Questa contaminazione riguarda anche il latte artificiale liquido, una volta aperto, nel caso in cui non venga correttamente conservato (deve essere tenuto in frigorifero sotto i 5 gradi e consumato entro 24 ore) o se viene a contatto con oggetti contaminati (biberon, tettarella).


Quali sono allora le regole d’oro per una corretta preparazione del latte in polvere?

Possiamo individuare 10 passaggi fondamentali per la preparazione del latte in polvere per neonati:

  1. preparare una singola poppata;
  2. usare biberon e tettarelle accuratamente pulite;
  3. lavarsi le mani con acqua e sapone e poi asciugarle con un asciugamano pulito;
  4. portare l’acqua a ebollizione se non si è certi della sua potabilità;
  5. rigenerare il latte in polvere con acqua alla temperatura di 70 °C (per la misurazione si può utilizzare un termometro per alimenti);
  6. aggiungere il latte in polvere nelle quantità indicate sulla confezione e usando il suo misurino (se presente);
  7. chiudere il biberon e agitare;
  8. raffreddare velocemente il latte preparato mettendo il biberon dentro un recipiente contenente acqua molto fredda;
  9. verificare la temperatura del latte versandone qualche goccia sul dorso della mano o sul polso e procedere con l’allattamento;
  10. non riscaldare né riutilizzare il latte avanzato.

La temperatura dell’acqua è di 70 °C è una temperatura che preserva le caratteristiche nutrizionali del latte in polvere e sufficiente a ridurre il rischio di contaminazioni patogene. E’ un passaggio fondamentale quindi nel caso di contaminazioni intrinseche.

Anche raffreddare rapidamente il prodotto ricostituito è un passaggio molto importante. Questo perché a temperature fra 7 e 65°C i batteri si moltiplicano in maniera molto rapida: raffreddare e consumare rapidamente il latte in polvere rigenerato è un modo semplice per evitare appunto la proliferazione di eventuali batteri non eliminati. 

FAQ – Il formula liquido è a rischio come il latte in polvere?

Il latte liquido è sterile, infatti è possibile somministrarne il contenuto anche a temperatura ambiente, nel caso la confezione sia aperta per la prima volta. Dopo l’apertura va conservato in frigorifero e scaldato al momento della poppata.

Valutare la possibilità di scegliere un latte liquido se:

  • siete fuori casa; 
  • avete difficoltà a preparare il latte alla temperatura corretta;
  • il vostro bimbo è prematuro;
  • nelle prime 4 settimane di vita.

preparazione latte in polvere neonati FAQ – Perché in ospedale preparavano prima il latte?

Molte mamme riportano l’abitudine di diversi reparti di ostetricia in cui il latte viene preparato in anticipo e poi somministrato ai bambini nell’arco delle 24 ore. Visto che questa procedura viene fatta in ospedale, i genitori sono erroneamente portati a pensare che sia quella più indicata anche a casa.

In realtà, approfondendo le indicazioni OMS, ritroviamo questa procedura nelle specifiche indicazioni “How to Prepare Powdered Infant Formula in Care Settings“, quindi nella parte riservata appunto agli ospedali e strutture sanitarie. Nella parte specifica dedicata alle indicazioni per i genitori a casa (“How to Prepare Formula for Bottle-Feeding at Home”) menziona questa possibilità, sottolineando però che:

E’ più sicuro preparare il latte fresco ogni volta che è necessario e consumarlo subito. Questo perché il latte in polvere ricostituito rappresenta la condizione ideale per la crescita di batteri, specialmente se tenuto a temperatura ambiente. Se hai bisogno di preparare il latte in anticipo per l’uso in un secondo momento, dovrebbero essere preparati in bottiglie singole, raffreddate rapidamente e poste in frigorifero (non oltre i 5 °C). Gettare via il latte refrigerato che non è stato utilizzato entro 24 ore.

FAQ – Come fare quando il bambino piange insistentemente?

Spesso quando sono molto piccoli, i bambini non hanno molta pazienza e possono piangere insistentemente dalla fame, chiedendo che il loro bisogno sia soddisfatto immediatamente. In questo caso è possibile, specie per le poppate notturne, avere un biberon pronto in frigorifero.

In alternativa io ho trovato un altro metodo per la preparazione del latte in polvere veloce: scaldo metà dell’acqua a 70 °C per ricostituire il latte, poi una volta sciolto bene aggiungo l’altra metà a temperatura ambiente. Ovviamente uso acqua in bottiglia, per cui non procedo alla bollitura.

FAQ – Perché sterilizzare il biberon se tanto ormai il bimbo mette in bocca di tutto?

Una delle contestazioni più ricorrenti che ho sentito dalle mamme è stata questa: a cosa serve sterilizzare se raccoglie germi ovunque?

Sterilizzare il biberon serve per eliminare i batteri che possono svilupparsi dalle contaminazioni del latte, che non sono quelli più comuni e innocui dei suoi giochi e dell’ambiente domestico. Ricordiamo l’esempio recente della contaminazione da salmonella del latte in polvere. Quasi tutte noi mamme abbiamo una dotazione di almeno 4-6 biberon, quindi dopo averli lavati bene basta sterilizzarli tutti insieme una volta al giorno.


Approfondimenti sulla preparazione del latte in polvere – Passaggi e informazioni da fonti autorevoli

Antonello Paparella, microbiologo alimentare e preside della Facoltà di Scienze e tecnologie alimentari all’Università degli Studi di Teramo:

La notizia del latte in polvere per neonati contaminato sorprende sempre ma in realtà si tratta di un problema ricorrente. Il trattamento industriale per trasformare il latte liquido in polvere di latte viene fatto a temperature elevate che tuttavia non sono in grado di sterilizzare il prodotto finale. Contrariamente a quanto possono pensare molte mamme, il latte in polvere è tutt’altro che un alimento sterile. I problemi sorgono quando la materia prima risulta contaminata all’origine da Salmonella, perché questi batteri possono sopravvivere al trattamento di essiccazione e rimanere a lungo vitali nel prodotto. In tal caso, quando il latte in polvere viene ricostituito con acqua, prima di essere trasferito nel biberon, le salmonelle presenti nella polvere possono disporre di acqua sufficiente per moltiplicare.

OMS –Safe preparation, storage and handling of powdered infant formula – Guidelines:

Powdered infant formula (PIF) has been associated with serious illness and death in infants due to infections with Enterobacter sakazakii. During production, PIF can become contaminated with harmful bacteria, such as Enterobacter sakazakii and Salmonella enterica. This is because, using current manufacturing technology, it is not feasible to produce sterile PIF. During the preparation of PIF, inappropriate handling practices can exacerbate the problem.” E ancora “In general, sterile liquid infant formula is recommended for infants at the highest risk of infection. Where sterile liquid infant formula is not available, preparation of PIF with water at a temperature of no less than 70 °C dramatically reduces the risk. Minimizing the time from preparation to consumption also reduces the risk, as does storage of prepared feed at temperatures no higher than 5 °C.

Istituto Superiore di Sanità, Rapporto ISTISAN – Pericoli microbiologici emergenti nell’alimentazione del neonato: il caso Enterobacter sakazakii:

L’Ent. sakazakii, però, non sopravvive al processo di pastorizzazione (il trattamento termico del latte che può avvenire a 71,6 °C per 15”); infatti, alla temperatura di 72 °C resiste soltanto per 1,3 secondi circa (Nazarowec-White e Farber, 1997b).
[…] Inoltre, uno studio recente ha dimostrato che reidratando il latte formulato in polvere con acqua alla temperatura di  70 °C si ha una riduzione di 4 log della carica iniziale di Ent. sakazakii, mentre quando la temperatura dell’acqua è di 50 °C non si ha alcuna inattivazione (Edelson-Mammel e Buchanan, 2004). Dal momento che le istruzioni riportate sulle confezioni presenti in commercio riguardo le modalità di ricostituzione dei latti formulati in polvere non prevedono l’impiego di acqua ad una temperatura appropriata per l’inattivazione del microrganismo, è stata prospettata l’opportunità che le imprese produttrici revisionino in maniera appropriata le modalità di ricostituzione di questa tipologia di prodotto.
[…] Anche se non sono noti tutti veicoli coinvolti nella trasmissione di Ent. sakazakii, i numerosi dati disponibili in letteratura indicano il latte formulato in polvere per l’infanzia come la fonte maggiormente coinvolta.


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